Psicologa e psicoterapeuta a Sondrio e onlineDott.ssa Laura BertolaPsicologa · Psicoterapeuta

Prenditi cura di te e delle tue relazioni.

Quando qualcosa ti pesa, non devi avere già tutte le risposte. Ti ascolto e costruiamo insieme un percorso adatto a te.

Sedute online in videochiamata o in presenza a Sondrio, su appuntamento.

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Dott.ssa Laura Bertola, psicologa e psicoterapeuta a Sondrio
Dott.ssa Laura BertolaPsicologa e Psicoterapeuta
Iscritta all’Albo dal 1993Veneto · Sezione A, n. 151
Laurea in PsicologiaUniversità di Padova · 1989
Psicoterapia sistemicaLa persona, le relazioni, il contesto
DIFFICOLTÀ E AMBITI DI INTERVENTO

Un aiuto per ciò
che stai vivendo.

Dalle relazioni e dalle difficoltà affettive ad altri momenti di fatica: scopri come può aiutarti un confronto con la Dott.ssa Bertola, a Sondrio e online.

Tutti gli approfondimenti
LA PERSONA E LE RELAZIONI

Da dove vuoi partire?

Nel primo colloquio si valuta insieme quale tipo di sostegno sia adatto.

Persona in un momento di riflessione, fotografia illustrativa

Individuale

Uno spazio per te, per le tue difficoltà e i tuoi obiettivi.

Mani che si sostengono, fotografia illustrativa

Coppia

Con la Dott.ssa Bertola e la Dott.ssa Uccello, insieme.

Famiglia all’aperto, fotografia illustrativa

Famiglia

Un sostegno nelle relazioni familiari e nella genitorialità.

Presentazione della dottoressa · Riproduzione automatica senza audio.
LA DOTTORESSA

Esperienza.
Ascolto. Relazioni.

Dott.ssa Laura Bertola Psicologa e Psicoterapeuta

Laureata a Padova nel 1989 e specializzata in psicoterapia sistemica e familiare.

Il percorso professionale comprende esperienze nei servizi Tutela Minori, Fragilità e Famiglia, Infanzia ed Età Evolutiva di Sondrio.

Formazione e approccio
LE TECNICHE UTILIZZATE

Strumenti diversi.
Un lavoro pensato per te.

Ipnosi, EMDR e Mindfulness possono affiancare il lavoro psicoterapeutico della Dott.ssa Bertola, quando adatti alla persona e alla sua richiesta.

Ipnosi

Un lavoro guidato sull’attenzione, sulle immagini e sulle risorse personali.

Come funziona

EMDR

Un approccio per lavorare su ricordi traumatici ed esperienze che continuano a pesare.

Come funziona

Mindfulness

Pratiche di consapevolezza per osservare pensieri, emozioni e sensazioni nel presente.

Come funziona

Non devi sapere già quale tecnica scegliere: ne parli con la dottoressa.

TERAPIA DI COPPIA A SONDRIO

La vostra relazione.
Due psicologhe, insieme.

Quando il dialogo si interrompe, potete trovare uno spazio per ascoltarvi.

La Dott.ssa Laura Bertola e la Dott.ssa Giovanna Uccello conducono insieme gli incontri di terapia di coppia, nello stesso studio a Sondrio.

  • Comunicazione e conflitti che si ripetono
  • Distanza affettiva, intimità e fiducia
  • Crisi e cambiamenti nella vita insieme

Contatta la Dott.ssa Bertola per prenotare un appuntamento di coppia e concordare modalità e disponibilità.

Una coppia in un momento di vicinanza affettiva, fotografia illustrativa
Uno spazio di ascolto per entrambi · Fotografia illustrativa

Via Aldo Moro 24 · Sondrio

LE RECENSIONI

Leggi le parole
di chi mi ha incontrata.

Puoi conoscere altre esperienze prima di contattarmi.

Consulta i profili e le recensioni
Dott.ssa Laura Bertola nella fotografia fornita
Dott.ssa Laura Bertola
APPUNTAMENTI ONLINE E IN PRESENZA

La tua seduta,
online o in studio.

Contatta la Dott.ssa Bertola per prenotare una seduta online in videochiamata oppure in presenza nello studio di Sondrio.

  1. Lascia un recapitoIndica un recapito e la preferenza per online o presenza.
  2. Concorda l’appuntamentoConcorda con la dottoressa data, orario e modalità della seduta.
  3. Partecipa alla sedutaIn videochiamata o nello studio di Via Aldo Moro 24 a Sondrio.
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L’appuntamento è confermato dopo l’accordo con la dottoressa.

PRIMA DI INIZIARE

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Come posso richiedere un appuntamento?

Per il primo contatto, compila il modulo per richiedere un appuntamento online o in presenza a Sondrio. Puoi usare anche telefono, email o WhatsApp. Data, orario e modalità della seduta si concordano direttamente con la dottoressa. La richiesta non conferma automaticamente l’appuntamento.

Devo sapere già quale percorso scegliere?

No. Puoi prenotare un primo colloquio anche senza sapere quale percorso scegliere. Durante la seduta la dottoressa valuterà insieme a te come proseguire.

Posso fare gli incontri online?

Sì. La seduta online si svolge in videochiamata, su appuntamento. Servono un computer, tablet o smartphone con videocamera e microfono, una connessione stabile e un luogo tranquillo e riservato. Data, orario e modalità di collegamento si concordano con la dottoressa, che valuta con te se questa modalità è adatta alla tua situazione.

Quanto dura un percorso?

Obiettivi, frequenza e durata vengono valutati insieme, in base alla tua situazione.

Studio della Dott.ssa Laura Bertola a Sondrio: divano, poltrona e spazio per il colloquio
Lo studio della Dott.ssa Laura Bertola
LO STUDIO A SONDRIO

Uno spazio per sentirti ascoltato.

Un ambiente raccolto e curato, con un divano e una poltrona per il colloquio. Qui puoi prenderti il tempo per parlare delle tue difficoltà e lavorare insieme alla dottoressa.

Via Aldo Moro 24
23100 Sondrio · Si riceve su appuntamento.

Ottieni indicazioni
Approfondimento
LE TECNICHE DELLA DOTT.SSA BERTOLA

L’ipnosi clinica utilizza uno stato di attenzione focalizzata, accompagnato dalla voce e dalle proposte della terapeuta. Può entrare nel lavoro su emozioni, percezioni e modi abituali di reagire.

Un momento di attenzione e raccoglimento all’aperto
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Come viene utilizzata

La Dott.ssa Bertola valuta con te se questo strumento è adatto alla tua richiesta. Prima si chiariscono obiettivi e modalità; durante l’esperienza puoi comunicare e scegliere se proseguire.

Prima viene la tua situazione

Il punto di partenza è comprendere la richiesta e concordare gli obiettivi. La scelta dello strumento segue una valutazione professionale: non tutte le tecniche sono indicate in ogni situazione.

Puoi chiedere chiarimenti prima di iniziare e condividere con la dottoressa come vivi l’esperienza. Obiettivi, modalità e tempi si valutano insieme.

Non è una perdita di controllo: non sei obbligato a seguire le proposte della terapeuta. La sua appropriatezza richiede una valutazione professionale.

Come iniziare

Non serve sapere già se questa tecnica sia adatta a te. Puoi prenotare una seduta con la Dott.ssa Bertola: l’eventuale utilizzo viene valutato nel percorso, in base alla tua situazione.

Approfondimento
LE TECNICHE DELLA DOTT.SSA BERTOLA

EMDR significa desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Il lavoro sui ricordi può comprendere stimolazioni bilaterali, come movimenti degli occhi guidati dalla terapeuta.

Appunti durante un momento di ascolto professionale
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Come viene utilizzata

Il lavoro inizia dalla comprensione della tua situazione e dalla preparazione. La Dott.ssa Bertola valuta l’appropriatezza dell’approccio e concorda con te tempi e modalità, nel rispetto delle tue possibilità.

Prima viene la tua situazione

Il punto di partenza è comprendere la richiesta e concordare gli obiettivi. La scelta dello strumento segue una valutazione professionale: non tutte le tecniche sono indicate in ogni situazione.

Puoi chiedere chiarimenti prima di iniziare e condividere con la dottoressa come vivi l’esperienza. Obiettivi, modalità e tempi si valutano insieme.

L’obiettivo non è cancellare i ricordi. Si lavora sul disagio che suscitano, senza un risultato o un numero di incontri uguale per tutti.

Come iniziare

Non serve sapere già se questa tecnica sia adatta a te. Puoi prenotare una seduta con la Dott.ssa Bertola: l’eventuale utilizzo viene valutato nel percorso, in base alla tua situazione.

Approfondimento
LE TECNICHE DELLA DOTT.SSA BERTOLA

La mindfulness invita a prestare attenzione a ciò che accade, momento per momento, con un atteggiamento meno giudicante. Non richiede di svuotare la mente o di eliminare i pensieri.

Una pratica di meditazione e attenzione al corpo
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Come viene utilizzata

La Dott.ssa Bertola può proporre pratiche guidate di attenzione al respiro, al corpo o alle esperienze quotidiane. Gli esercizi vengono adattati alla persona e inseriti nel lavoro psicologico quando appropriati.

Prima viene la tua situazione

Il punto di partenza è comprendere la richiesta e concordare gli obiettivi. La scelta dello strumento segue una valutazione professionale: non tutte le tecniche sono indicate in ogni situazione.

Puoi chiedere chiarimenti prima di iniziare e condividere con la dottoressa come vivi l’esperienza. Obiettivi, modalità e tempi si valutano insieme.

Non è adatta a tutti allo stesso modo. Se una pratica aumenta il disagio, se ne parla con la dottoressa per modificarla o interromperla.

Come iniziare

Non serve sapere già se questa tecnica sia adatta a te. Puoi prenotare una seduta con la Dott.ssa Bertola: l’eventuale utilizzo viene valutato nel percorso, in base alla tua situazione.

Approfondimento
FORMAZIONE, ESPERIENZA E APPROCCIO
Dott.ssa Laura Bertola
Dott.ssa Laura Bertola

Psicologa e psicoterapeuta a orientamento sistemico e familiare. Si è laureata in Psicologia all’Università di Padova nel 1989.

Formazione

  • Specializzazione in Terapia Sistemica presso la scuola di Via Leopardi.
  • Master in consulenza e terapia della comunicazione sessuale, con approccio sistemico e socio-costruzionista.
  • Corso base intensivo-pratico di ipnosi.
  • Master in Criminologia e Psicopatologia del comportamento sessuale presso il Centro Italiano di Sessuologia di Bologna.
  • Formazione di primo livello nel metodo EMDR.

Esperienza professionale

Il percorso comprende l’attività privata di consulenza psicologica e psicoterapia, consulenze presso i servizi Tutela Minori, Fragilità e Famiglia, Infanzia ed Età Evolutiva di Sondrio, attività di docenza nei corsi di riqualifica ASA/OSS e attività come dirigente sanitario nell’area di Psicologia.

Il suo approccio

Il lavoro sistemico considera la persona nella sua storia e nelle relazioni familiari e affettive. Il confronto aiuta a comprendere il significato delle difficoltà e a cercare modalità diverse di vivere i legami, nel rispetto dei bisogni e degli obiettivi concordati.

Ipnosi, EMDR e pratiche di mindfulness possono affiancare la psicoterapia quando la valutazione professionale ne indica l’appropriatezza.

Nella terapia di coppia

Conduce gli incontri insieme alla Dott.ssa Giovanna Uccello nello studio di Via Aldo Moro 24 a Sondrio.

Albo degli Psicologi del Veneto · Sezione A, n. 151 · Iscrizione dal 19 ottobre 1993.

Approfondimento
FORMAZIONE, ESPERIENZA E APPROCCIO
Dott.ssa Giovanna Uccello
Dott.ssa Giovanna Uccello

Psicologa e psicoterapeuta con formazione sistemico-relazionale. Lavora con le coppie, le famiglie e le relazioni tra genitori e figli.

Formazione e ambiti di lavoro

L’orientamento sistemico-relazionale guida l’attenzione ai legami e al contesto in cui si sviluppano le difficoltà. Il suo profilo professionale presenta il lavoro con coppie e famiglie e il sostegno nelle relazioni genitori-figli.

Si occupa anche delle difficoltà che accompagnano la separazione e il divorzio.

Nella terapia di coppia

Conduce gli incontri insieme alla Dott.ssa Laura Bertola, nello studio di Via Aldo Moro 24 a Sondrio. Le due professioniste lavorano insieme per aiutare entrambi i partner a esprimere i propri bisogni e a comprendere le dinamiche della relazione.

Per prenotare un incontro di coppia con le due dottoresse, contatta la Dott.ssa Bertola e concorda modalità e disponibilità.

Albo degli Psicologi del Lazio · Sezione A, n. 3973 · Iscrizione dal 17 dicembre 1993.

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Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Una relazione importante può diventare fonte di fatica. Ti senti poco ascoltato, temi di deludere oppure ritrovi le stesse difficoltà in legami diversi? Un confronto può aiutarti a capire che cosa sta accadendo e da dove partire.

Due mani che si avvicinano, immagine illustrativa dei legami
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

Le difficoltà affettive possono riguardare il partner, la famiglia, le amicizie o il rapporto con te stesso. Non costituiscono, da sole, una diagnosi: conta il modo in cui le vivi e quanto incidono sulle tue scelte. Anche un conflitto apparentemente piccolo merita ascolto se continua a farti soffrire.

  • Trattieni ciò che senti per paura di perdere una persona.
  • Ti ritrovi in discussioni ripetute o in lunghi silenzi.
  • Fai fatica a distinguere i tuoi bisogni dalle aspettative altrui.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere aiuto quando i rapporti occupano gran parte dei tuoi pensieri, quando rinunci spesso a ciò che conta per te o quando vorresti cambiare qualcosa ma non sai come parlarne.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta ti aiuta a esplorare come entri in relazione, che significato attribuisci ai comportamenti degli altri e quali risposte tendi a ripetere. Il riferimento sistemico della Dott.ssa Bertola considera la tua storia e il contesto dei legami, lasciando spazio al tuo punto di vista. Il lavoro può concentrarsi sul riconoscimento dei bisogni, sui confini personali e sulla comunicazione.

Un punto di partenza concreto

Per esempio, puoi portare un episodio recente: cosa è successo, cosa avresti voluto dire e cosa hai detto davvero. Questo offre un punto concreto da cui esplorare possibilità diverse, senza decidere al posto tuo quale relazione mantenere.

Da dove può partire il percorso

  1. Dare un nome alla difficoltà

    Raccontare il legame che ti preoccupa e ciò che desideri cambiare.

  2. Comprendere le dinamiche

    Esplorare aspettative, reazioni e situazioni che si ripetono.

  3. Valutare nuove possibilità

    Definire obiettivi personali e rivedere insieme ciò che accade nella quotidianità.

Le domande più frequenti

Deve partecipare anche l’altra persona?

Puoi richiedere un confronto individuale anche se la difficoltà riguarda una relazione. L’eventuale coinvolgimento di altre persone si valuta e si concorda.

Il terapeuta mi dirà se lasciare una relazione?

Il lavoro serve a comprendere la situazione e sostenere scelte consapevoli. Le decisioni sulla tua vita restano tue.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Quando parlare sembra portare sempre alla stessa discussione, può essere difficile capire come ritrovarsi. La Dott.ssa Laura Bertola e la Dott.ssa Giovanna Uccello conducono insieme la terapia di coppia a Sondrio: uno spazio per ascoltare entrambi, comprendere il conflitto e valutare come proseguire.

Due partner seduti insieme in un momento di confronto
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

Una crisi può emergere dopo un tradimento, durante un cambiamento familiare o attraverso una distanza che cresce nel tempo. A volte il tema visibile è una discussione pratica, mentre restano poco espressi bisogni di vicinanza, riconoscimento o autonomia. Le difficoltà possono riguardare coppie sposate o non sposate, con o senza figli.

  • Discussioni che si ripetono senza trovare un punto di incontro.
  • Distanza emotiva, silenzi o difficoltà nell’intimità.
  • Dubbi sulla fiducia, sul futuro o sulla gestione dei cambiamenti.

Quando chiedere un aiuto

Un confronto può essere utile anche prima di arrivare a una rottura: quando i tentativi di chiarirsi non funzionano più o quando serve uno spazio per capire cosa desidera ciascuno.

Il lavoro terapeutico

Le due psicoterapeute facilitano insieme un dialogo in cui entrambe le persone possano esprimersi. Aiutano a osservare come si sviluppano le discussioni, quali significati vengono attribuiti ai comportamenti e quali alternative si possono sperimentare. Il lavoro può riguardare la comunicazione, la fiducia e gli accordi nella vita quotidiana. L’obiettivo viene concordato: ritrovare un equilibrio oppure affrontare con maggiore chiarezza una decisione sulla relazione.

Un punto di partenza concreto

Un punto di partenza può essere una discussione ricorrente: quando inizia, come reagisce ciascuno e in quale momento il dialogo si interrompe. Le due dottoresse aiutano a esplorare il passaggio, senza assegnare il ruolo di colpevole a uno dei partner.

Da dove può partire il percorso

  1. Ascoltare entrambe le richieste

    Condividere il problema e verificare la disponibilità a lavorarci.

  2. Definire un obiettivo comune

    Chiarire su quali aspetti della relazione concentrarsi.

  3. Rivedere il dialogo

    Valutare nuovi modi di comunicare e verificarne l’utilità negli incontri.

In presenza di violenza, minacce o controllo coercitivo, la sicurezza viene prima del lavoro congiunto: la possibilità di incontri di coppia richiede una valutazione specifica e può non essere indicata.

Le domande più frequenti

Gli incontri sono con entrambe le dottoresse?

Sì, la terapia di coppia è condotta insieme dalla Dott.ssa Laura Bertola e dalla Dott.ssa Giovanna Uccello, nello studio di Sondrio. Il contatto iniziale serve a conoscere la vostra richiesta e concordare le modalità.

Se il partner non vuole venire?

Puoi chiedere un confronto individuale sulla tua situazione. Questo non equivale a una terapia di coppia con un solo partecipante.

La terapia serve soltanto a restare insieme?

Può aiutare a comprendere le difficoltà e le possibilità della relazione, anche quando si sta valutando una separazione. Non garantisce un esito prestabilito.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Se la paura di perdere una persona ti porta a mettere da parte continuamente te stesso, può essere utile fermarti e parlarne. La tua richiesta può partire da questa fatica, anche senza sapere quale nome darle.

Due persone su una panchina di fronte a un lago
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

L’espressione “dipendenza affettiva” viene usata per descrivere modi di vivere un legame che causano sofferenza e limitano l’autonomia. La ricerca distingue fenomeni diversi: un’etichetta letta online non basta a comprendere la tua situazione. Il desiderio di vicinanza, di per sé, non è un problema; occorre valutare come si intreccia con la paura, le scelte e il rispetto dei propri bisogni.

  • Cerchi continue conferme per sentirti al sicuro nella relazione.
  • Rinunci a interessi, amicizie o scelte per evitare un allontanamento.
  • Restare solo o esprimere un disaccordo ti sembra particolarmente difficile.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere sostegno quando senti che il legame condiziona quasi tutte le tue decisioni, quando fai fatica a rispettare i tuoi limiti o quando vuoi comprendere una relazione che ti fa soffrire.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta può aiutarti a esplorare ciò che temi di perdere, il valore che attribuisci al legame e il modo in cui cerchi rassicurazione. Il percorso viene costruito sulla tua storia: si possono concordare obiettivi legati ai confini personali, all’autonomia e al riconoscimento dei bisogni. La Dott.ssa Bertola valuterà con te quale sostegno sia appropriato, senza trasformare un termine generico in una diagnosi automatica.

Un punto di partenza concreto

Puoi partire da una scelta recente fatta per paura di dispiacere: cosa volevi tu, cosa immaginavi sarebbe successo e quale spazio avresti desiderato per parlarne. È un esempio di domanda da esplorare negli incontri, non un test per riconoscerti in una categoria.

Da dove può partire il percorso

  1. Comprendere la tua esperienza

    Raccontare come vivi il legame e quando la sofferenza aumenta.

  2. Scegliere un obiettivo personale

    Individuare ciò che vorresti recuperare nella tua vita e nelle tue relazioni.

  3. Osservare i cambiamenti

    Rivedere scelte, limiti e difficoltà che emergono durante il percorso.

Le domande più frequenti

Devo interrompere subito la relazione?

Il primo confronto serve a comprendere la tua situazione. Non è previsto un consiglio uguale per tutti: le decisioni si valutano considerando anche la tua sicurezza.

È lo stesso problema della bassa autostima?

Possono esserci aspetti comuni, ma non sono espressioni intercambiabili. La valutazione riguarda la tua esperienza concreta, oltre alle etichette.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Ti capita di sentirti sempre meno capace degli altri, anche quando fai del tuo meglio? Quando il giudizio su di te diventa molto severo, può limitare le scelte e rendere faticosi anche i rapporti quotidiani.

Una donna osserva il proprio riflesso in uno specchio
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

L’autostima riguarda il valore e la considerazione che attribuiamo a noi stessi. Momenti di insicurezza sono comuni; il problema merita attenzione quando la svalutazione persiste e porta a evitare esperienze, rinunciare o dipendere continuamente dall’approvazione degli altri.

  • Sminuisci ciò che riesci a fare e dai molto peso agli errori.
  • Eviti nuove esperienze per timore del giudizio.
  • Dire di no o esprimere una preferenza ti mette in difficoltà.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere aiuto se questi pensieri incidono sul lavoro, sui rapporti o sulle decisioni. Non serve aspettare che l’insicurezza diventi un ostacolo in ogni ambito.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta aiuta a riconoscere i giudizi che rivolgi a te stesso e a esplorarne il rapporto con la tua storia e le tue relazioni. Si può lavorare su una lettura più equilibrata delle esperienze, sul riconoscimento delle risorse e sulla capacità di esprimere bisogni e limiti. Gli obiettivi vengono definiti insieme: non si tratta di sentirsi infallibili, ma di avere più spazio per scegliere anche quando c’è incertezza.

Un punto di partenza concreto

Potresti portare una situazione che hai evitato: un colloquio, una richiesta o un confronto. Negli incontri si può distinguere ciò che è accaduto davvero dalle previsioni di giudizio, scegliendo un obiettivo che per te abbia senso.

Da dove può partire il percorso

  1. Individuare i momenti critici

    Capire in quali contesti il giudizio su di te diventa più duro.

  2. Chiarire cosa desideri

    Scegliere un cambiamento concreto, ad esempio esprimere una richiesta.

  3. Valutare l’esperienza

    Rivedere insieme le difficoltà e ciò che stai imparando su di te.

Le domande più frequenti

È necessario avere una diagnosi?

No. Puoi chiedere un confronto su una difficoltà che limita le tue scelte, anche senza una diagnosi già formulata.

Si può lavorare anche sulla paura del giudizio?

La paura del giudizio può essere una parte della richiesta. La dottoressa valuterà con te il contesto e il tipo di percorso adatto.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Quando le preoccupazioni occupano la giornata o la paura arriva all’improvviso, puoi sentirti senza punti di riferimento. Un confronto professionale aiuta a comprendere i sintomi e a valutare un percorso appropriato.

Una poltrona verde in un ambiente raccolto
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

L’ansia è una risposta che può accompagnare situazioni impegnative. Merita attenzione quando è intensa, frequente o limita la quotidianità. Un attacco di panico può presentarsi con paura improvvisa, palpitazioni, tremori o difficoltà a respirare. Un singolo episodio non basta a stabilire un disturbo di panico.

  • Preoccupazioni che tornano anche quando vorresti occuparti d’altro.
  • Timore che si ripeta un episodio di paura intensa.
  • Rinunce e situazioni evitate per cercare di sentirti più al sicuro.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere aiuto se l’ansia condiziona sonno, lavoro, relazioni o libertà di movimento, oppure se inizi a organizzare la vita attorno alla paura di un nuovo episodio.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta raccoglie la tua esperienza e valuta come pensieri, sensazioni e comportamenti si influenzano. Aiuta a comprendere ciò che mantiene la difficoltà e a definire obiettivi realistici, come ridurre le rinunce e gestire le situazioni temute. La Dott.ssa Bertola valuterà l’appropriatezza del percorso e l’eventuale necessità di altri interventi, tenendo conto anche delle tue relazioni e del contesto di vita.

Un punto di partenza concreto

Puoi raccontare un episodio recente: dove ti trovavi, cosa hai notato e come hai reagito dopo. La domanda iniziale può essere semplicemente: “Da quel giorno ho paura di uscire da solo”. Non serve arrivare con una spiegazione pronta.

Da dove può partire il percorso

  1. Ricostruire gli episodi

    Descrivere sintomi, circostanze e conseguenze nella tua giornata.

  2. Definire le priorità

    Individuare le attività o le scelte che vorresti recuperare.

  3. Rivedere il percorso

    Valutare l’andamento e adattare il lavoro alle esigenze emerse.

Sintomi fisici nuovi o importanti richiedono anche una valutazione medica: non attribuirli automaticamente all’ansia. In caso di emergenza chiama il 112.

Le domande più frequenti

Ogni attacco di panico significa avere un disturbo?

No. La valutazione considera episodi, frequenza, preoccupazione e conseguenze; una scheda online non consente di formulare una diagnosi.

La psicoterapia sostituisce il medico?

No. Il sostegno psicologico e la valutazione medica hanno ruoli diversi e possono integrarsi quando necessario.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Quando devi tenere insieme troppe cose, anche una richiesta piccola può sembrare eccessiva. Se senti di essere sempre in tensione, puoi chiedere uno spazio per capire quali pressioni stai vivendo e cosa ti serve.

Un quaderno aperto accanto a un computer
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

Lo stress può emergere quando le richieste percepite superano le risorse disponibili. Può accompagnarsi a irritabilità, fatica a concentrarsi, sonno disturbato e sensazione di essere sopraffatti. Non è una misura del tuo valore né una prova che stai facendo troppo poco.

  • Ti senti spesso in allerta e fai fatica a fermarti.
  • Diventi più irritabile o trovi difficile concentrarti.
  • Le richieste di lavoro e famiglia lasciano poco spazio al recupero.

Quando chiedere un aiuto

Un confronto può essere utile quando la tensione persiste, i tentativi di recuperare non bastano o il carico incide sui rapporti e sulla vita quotidiana.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta ti aiuta a distinguere le diverse fonti di pressione e il significato che assumono per te. Il lavoro può riguardare le aspettative personali, i ruoli nelle relazioni e la difficoltà a chiedere sostegno. Insieme si possono definire priorità e obiettivi sostenibili. Quando servono cambiamenti nel contesto, il percorso aiuta a chiarire quali possibilità hai e quali risorse puoi coinvolgere.

Un punto di partenza concreto

Puoi partire da una giornata tipica: quali richieste ricevi, a cosa senti di non poter dire di no e quando il carico aumenta. Questa descrizione permette di formulare una domanda concreta, come trovare un modo diverso di gestire un confine tra lavoro e vita privata.

Da dove può partire il percorso

  1. Mettere a fuoco il carico

    Dare spazio alle richieste, ai tempi e alle emozioni della tua giornata.

  2. Scegliere una priorità

    Individuare un aspetto su cui iniziare a lavorare, senza pretendere di cambiare tutto.

  3. Valutare ciò che funziona

    Rivedere insieme ostacoli, risorse e cambiamenti possibili.

Le domande più frequenti

Lo stress e l’ansia sono la stessa cosa?

Possono intrecciarsi, ma non sono termini equivalenti. La valutazione aiuta a comprendere la tua esperienza e ciò che la alimenta.

Posso chiedere aiuto anche per problemi lavorativi?

Sì, puoi portare una difficoltà legata al lavoro. Il confronto serve a valutarne l’impatto personale e il sostegno più adatto.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Dopo una perdita o un’esperienza dolorosa, il modo di vivere la giornata può cambiare. Puoi trovare uno spazio in cui parlare di ciò che stai attraversando, rispettando i tuoi tempi e senza dover raccontare tutto subito.

Una figura di fronte al mare al tramonto
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

Trauma e lutto sono esperienze diverse. Dopo un evento traumatico possono comparire ricordi intrusivi, allerta o evitamento; questo non significa automaticamente avere un disturbo post-traumatico. Un lutto o una separazione possono portare tristezza, rabbia, disorientamento e cambiamenti nei legami. Non tutti attraversano le stesse reazioni nello stesso ordine.

  • Un’esperienza continua a ripresentarsi nei pensieri o nei sogni.
  • Dopo una perdita ti senti disorientato o molto solo.
  • La paura o il dolore rendono difficile riprendere attività e relazioni.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere un sostegno se senti il bisogno di essere ascoltato o se il dolore limita la quotidianità. Non devi aspettare una durata prestabilita né dimostrare di stare “abbastanza male”.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta valuta con te il tipo di esperienza, l’impatto attuale e le risorse disponibili. Il lavoro può offrire uno spazio per dare significato a ciò che è accaduto e sostenere la ripresa della vita quotidiana. In presenza di sintomi post-traumatici, occorre una valutazione specifica per scegliere gli interventi appropriati. La Dott.ssa Bertola definirà con te strumenti, tempi e necessità di eventuali altri professionisti.

Un punto di partenza concreto

La prima richiesta può riguardare il presente: “Non riesco a dormire” oppure “Dopo la separazione non so come riorganizzare le giornate”. Puoi indicare ciò che oggi pesa di più; il livello di approfondimento si concorda nel rapporto terapeutico.

Da dove può partire il percorso

  1. Partire da ciò che serve adesso

    Condividere la difficoltà attuale e valutare le priorità.

  2. Comprendere l’esperienza

    Dare spazio a emozioni, significati e cambiamenti nei legami.

  3. Sostenere la quotidianità

    Concordare obiettivi legati alle attività, alle relazioni e alle risorse disponibili.

Le domande più frequenti

Lutto e trauma richiedono lo stesso lavoro?

No. La valutazione distingue le esperienze e orienta il percorso; non esiste un intervento unico per ogni perdita o evento doloroso.

Devo raccontare subito tutti i dettagli?

Puoi spiegare cosa ti mette in difficoltà e indicare ciò che non ti senti ancora di raccontare. Tempi e modalità si concordano.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Quando anche ciò che prima ti interessava sembra lontano, chiedere aiuto può risultare difficile. Puoi partire da una richiesta semplice: trovare uno spazio per capire come stai e valutare il sostegno di cui hai bisogno.

Una conversazione in un contesto di ascolto, fotografia illustrativa
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

La depressione può coinvolgere umore, interesse, energia, sonno e modo di vedere se stessi. Si distingue da una giornata triste per l’insieme dei sintomi, la persistenza e l’impatto sulla vita. La diagnosi richiede una valutazione professionale: riconoscersi in alcuni segnali non basta a formularla.

  • Umore basso o perdita di interesse che persistono.
  • Fatica a sostenere attività, impegni e relazioni.
  • Giudizi molto negativi su di te e difficoltà a immaginare il futuro.

Quando chiedere un aiuto

È utile chiedere una valutazione quando questi cambiamenti durano e incidono sulla giornata, anche se non sai ancora se chiamarli depressione. Puoi coinvolgere anche il tuo medico.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta valuta l’intensità della sofferenza, le difficoltà attuali e gli elementi che possono mantenerle. Il lavoro psicologico può riguardare pensieri, attività, relazioni ed eventi di vita, con obiettivi concordati. In base alla situazione può essere necessario integrare il percorso con una valutazione medica o psichiatrica. La Dott.ssa Bertola valuterà l’appropriatezza del sostegno e gli eventuali altri interventi; i farmaci sono competenza del medico.

Un punto di partenza concreto

Una richiesta concreta può essere: “Ho smesso di vedere gli amici e faccio fatica ad alzarmi”. Questo aiuta a iniziare dalla tua esperienza, anziché dalla pressione di spiegare tutte le cause. Il percorso viene poi definito nella valutazione professionale.

Da dove può partire il percorso

  1. Valutare la situazione

    Condividere cambiamenti, difficoltà e sostegni già presenti.

  2. Concordare il percorso

    Definire priorità e valutare l’eventuale collaborazione con altri professionisti.

  3. Rivedere l’andamento

    Monitorare insieme ciò che cambia e adattare il lavoro se necessario.

Se pensi di farti del male o sei in pericolo immediato, chiama il 112 o rivolgiti al pronto soccorso. Il modulo e WhatsApp non sono servizi di emergenza.

Le domande più frequenti

Basta la forza di volontà?

La depressione merita una valutazione e un sostegno appropriato. Chiedere aiuto non indica una mancanza di impegno.

Devo già avere una diagnosi per contattare la dottoressa?

No. Puoi chiedere un confronto sul tuo stato di malessere; la diagnosi e il percorso richiedono una valutazione professionale.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Essere genitori può portare domande a cui non è semplice rispondere da soli. Se i rapporti in famiglia diventano faticosi, puoi chiedere uno spazio per comprendere la situazione e valutare come affrontarla.

Una madre e una figlia leggono insieme un libro
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

Le difficoltà possono riguardare regole, comunicazione, accordi tra adulti o cambiamenti come una nascita, l’adolescenza e una separazione. Un problema vissuto da una persona può influenzare gli altri membri della famiglia. Ogni nucleo ha una storia propria: il lavoro parte da questa esperienza, non da un modello di famiglia perfetta.

  • Le discussioni su regole e responsabilità tornano spesso.
  • Ti senti in difficoltà nel comprendere o sostenere tuo figlio.
  • Un cambiamento familiare ha reso più complesso il dialogo.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere un confronto quando ti senti bloccato, quando gli adulti faticano a trovare accordi o quando vuoi capire quali risorse coinvolgere per una difficoltà familiare.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta aiuta a comprendere i diversi punti di vista e il modo in cui le persone si influenzano nelle relazioni. Nel riferimento sistemico, si esplorano ruoli, aspettative e modalità di comunicazione, per concordare cambiamenti sostenibili. Il sostegno ai genitori può essere distinto da un percorso rivolto al figlio: destinatari, partecipanti e obiettivi vengono chiariti nella valutazione. Se emerge un bisogno specifico del minore, può servire il coinvolgimento di servizi o professionisti dedicati.

Un punto di partenza concreto

Puoi portare una difficoltà circoscritta: “Ogni sera finiamo a discutere sulle stesse regole”. Negli incontri si può esplorare come viene affrontata, cosa preoccupa ciascuno e quale accordo gli adulti vorrebbero costruire.

Da dove può partire il percorso

  1. Ascoltare la richiesta

    Comprendere chi vive la difficoltà e quali cambiamenti desidera.

  2. Definire chi coinvolgere

    Concordare se partire dai genitori o valutare incontri familiari.

  3. Rivedere gli accordi

    Esplorare comunicazione e responsabilità, verificando gli obiettivi nel tempo.

Le domande più frequenti

Deve partecipare subito tutta la famiglia?

Non necessariamente. La composizione degli incontri si valuta in base alla richiesta e viene concordata.

Sostegno genitoriale significa terapia per mio figlio?

No. Può essere un lavoro con gli adulti sulle proprie difficoltà e sulle relazioni. Un intervento diretto con il minore richiede una valutazione distinta.

Approfondimento
PER CAPIRE MEGLIO

Parlare di sessualità può mettere in imbarazzo, soprattutto quando temi di essere giudicato. Puoi chiedere un confronto riservato per comprendere una difficoltà personale o nella coppia.

Una coppia in età matura conversa insieme
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

Le difficoltà possono riguardare desiderio, eccitazione, piacere, dolore o ansia legata all’intimità. Fattori fisici, emotivi e relazionali possono intrecciarsi: non è corretto attribuire automaticamente tutto a una causa psicologica. Anche le differenze nei desideri dei partner possono diventare motivo di sofferenza, senza indicare da sole un disturbo.

  • Il tema dell’intimità genera tensione o viene evitato.
  • La paura di non essere all’altezza occupa molto spazio.
  • Una difficoltà sessuale pesa sul benessere personale o di coppia.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere una valutazione quando la situazione ti fa soffrire o condiziona il rapporto con il tuo corpo e con l’altro. Dolore o cambiamenti fisici richiedono anche un confronto medico.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta offre uno spazio in cui esplorare emozioni, aspettative e significati legati alla sessualità. Può aiutare a comprendere come ansia e comunicazione si intrecciano con la difficoltà e a concordare obiettivi adeguati. La Dott.ssa Bertola valuterà con te la richiesta, considerando la sua formazione in consulenza sessuale e l’eventuale necessità di una valutazione specialistica.

Da dove può partire il percorso

  1. Comprendere la richiesta

    Dare spazio alla difficoltà e valutare eventuali aspetti medici.

  2. Concordare il tipo di lavoro

    Definire se il confronto sarà individuale o potrà coinvolgere il partner.

  3. Rivedere gli obiettivi

    Valutare insieme l’esperienza e l’appropriatezza del percorso.

Le domande più frequenti

Devo venire con il partner?

Puoi iniziare con una richiesta individuale. L’eventuale partecipazione del partner viene valutata e concordata.

Il confronto psicologico sostituisce una visita medica?

No. Quando ci sono sintomi fisici o possibili cause mediche, i diversi interventi devono essere valutati e integrati.

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PER CAPIRE MEGLIO

Se cibo, peso e immagine del corpo occupano gran parte dei tuoi pensieri, è importante poter parlarne. Una valutazione aiuta a comprendere la difficoltà e a individuare le cure necessarie.

Una preparazione alimentare su un piatto
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

I disturbi alimentari possono includere restrizione, abbuffate o comportamenti compensatori. Possono avere conseguenze psicologiche e fisiche e non si riconoscono dal solo aspetto o peso. La diagnosi e la scelta del trattamento richiedono una valutazione specifica, anche quando dall’esterno il problema non appare evidente.

  • Pensieri sul cibo o sul corpo interferiscono con la giornata.
  • Il rapporto con l’alimentazione è accompagnato da forte sofferenza.
  • Le difficoltà incidono sui rapporti o portano a evitare occasioni condivise.

Quando chiedere un aiuto

Se sospetti un disturbo alimentare, è opportuno chiedere una valutazione senza aspettare un peggioramento. Coinvolgi il medico per verificare anche la salute fisica e individuare i servizi appropriati.

Il lavoro terapeutico

Il sostegno psicologico può affrontare emozioni, immagine di sé e relazioni associate alla difficoltà. Nei disturbi alimentari è spesso necessario un percorso specialistico coordinato, con competenze mediche, psicologiche e nutrizionali. La Dott.ssa Bertola valuterà l’appropriatezza della tua richiesta e l’eventuale invio o collaborazione con professionisti dedicati. Il confronto non sostituisce il monitoraggio medico né consiste nella prescrizione di una dieta.

Un punto di partenza concreto

Puoi chiedere aiuto dicendo: “I pensieri sul cibo stanno occupando la mia giornata”. Non occorre riportare peso o calorie nel modulo. Il primo passaggio è comprendere quali valutazioni servono, prima di definire il ruolo del sostegno psicologico.

Da dove può partire il percorso

  1. Accogliere la richiesta

    Comprendere ciò che ti preoccupa e le cure eventualmente già presenti.

  2. Valutare il sostegno necessario

    Chiarire il bisogno di un servizio specialistico e di altre competenze.

  3. Definire un lavoro coordinato

    Concordare gli obiettivi psicologici quando il percorso risulta appropriato.

Le domande più frequenti

Bisogna essere sottopeso per avere un disturbo?

No. Il peso, da solo, non consente di riconoscere o escludere un disturbo alimentare.

La psicoterapia da sola è sempre sufficiente?

No. La valutazione deve considerare la salute fisica e il bisogno di cure specialistiche integrate.

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PER CAPIRE MEGLIO

Quando l’uso di alcol o altre sostanze crea difficoltà nella vita personale o familiare, parlarne può essere il primo passo per valutare un aiuto. Puoi chiedere un confronto anche se non sai ancora come definire la situazione.

Un colloquio di ascolto e sostegno, fotografia illustrativa
Fotografia illustrativa · Non ritrae pazienti o una seduta.

Comprendere la difficoltà

L’uso può diventare problematico quando comporta conseguenze sulla salute, sui rapporti o sugli impegni e risulta difficile gestirlo. Frequenza, quantità e contesto sono aspetti da valutare insieme alle conseguenze e ai bisogni della persona. Una diagnosi di dipendenza richiede una valutazione professionale.

  • L’uso interferisce con impegni o rapporti importanti.
  • Ti preoccupano la perdita di controllo o i tentativi di cambiare.
  • In famiglia aumentano conflitti, preoccupazione o senso di impotenza.

Quando chiedere un aiuto

Puoi chiedere aiuto quando riconosci conseguenze negative o quando sei preoccupato per una persona vicina. La valutazione deve includere anche i possibili rischi fisici.

Il lavoro terapeutico

Il terapeuta può aiutare a comprendere il ruolo che l’uso assume nella vita, esplorare la motivazione al cambiamento e lavorare sugli aspetti emotivi e relazionali. Il sostegno ai familiari può riguardare i propri bisogni e il modo di affrontare la situazione. Nei problemi di dipendenza possono servire cure mediche e servizi specialistici, come il SerD. La Dott.ssa Bertola valuterà se la richiesta rientra nel sostegno offerto e quali altre risorse coinvolgere.

Un punto di partenza concreto

Puoi partire da una conseguenza concreta: un rapporto che si è deteriorato o un impegno che fai fatica a mantenere. Se contatti la dottoressa per un familiare, puoi raccontare come la situazione pesa su di te, senza dover ottenere prima la sua partecipazione.

Da dove può partire il percorso

  1. Comprendere le conseguenze

    Condividere la difficoltà e gli aiuti già presenti.

  2. Valutare i bisogni di cura

    Chiarire il ruolo di sostegno psicologico, medico e servizi dedicati.

  3. Concordare gli obiettivi

    Definire un lavoro appropriato per la persona o per il familiare che chiede aiuto.

Se c’è dipendenza da alcol, interrompere bruscamente può essere rischioso: serve una valutazione medica. In caso di intossicazione o pericolo immediato chiama il 112.

Le domande più frequenti

Posso chiedere sostegno come familiare?

Sì. Puoi chiedere un confronto sulle tue difficoltà, anche se la persona che usa sostanze non è pronta a partecipare.

Il percorso sostituisce il SerD o le cure mediche?

No. Può affiancare gli interventi appropriati, quando indicato; non sostituisce la valutazione specialistica o il trattamento dell’astinenza.

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