Paura e Ansia

di cosa mi occupo laura bertola psicologa sondrio

L’ansia è un emozione caratterizzata da sensazioni di tensione, minaccia, preoccupazioni e modificazioni fisiche, come aumento della pressione sanguigna.

Le persone con Disturbi d’Ansia solitamente presentano pensieri ricorrenti e preoccupazioni. Inoltre, possono evitare alcune situazioni come tentativo di gestire (o non affrontare) le preoccupazioni. I sintomi fisici dell’ansia più frequenti sono sudorazione, tremolio, tachicardia e vertigini/capogiri.

L’ansia è uno stato caratterizzato da sentimenti di paura e di preoccupazione non connessi, almeno apparentemente, ad alcuno stimolo specifico, diversamente dalla paura che presuppone un reale pericolo.

DIFFERENZA TRA ANSIA E PAURA 

L’ansia è diversa dalla paura, poiché la paura è una reazione funzionale ad affrontare un pericolo immediato mentre l’ansia si pone come obiettivo l’affrontare una preoccupazione sulla verificabilità di un evento futuro. Gli psicologi sottolineano questo aspetto di “immediatezza” tipico della paura, in contrasto con l’atto di “previsione” che caratterizza l’ansia. E’ bene sottolineare come l’ansia e la paura non siano necessariamente sensazioni “cattive”, ma al contrario abbiano un ruolo adattivo. La paura, infatti, è fondamentale nella risposta di “attacco o fuga”, che ci permette di mobilitare tutte le nostre risorse per affrontare la minaccia o, in alternativa, fuggire da essa. Per questo motivo nelle giuste circostanze una reazione di paura può salvarci la vita. Allo stesso modo, l’ansia ci aiuta ad individuare minacce future e a premunirci contro di esse, progettando ipotetici scenari nei quali potremmo essere coinvolti e, in quel caso, dovremmo affrontare la situazione temuta. Tuttavia nell’uomo, ma anche negli animali, l’ansia travalica spesso dai suoi aspetti adattivi, cioè utili, ad altri non adattivi, in quanto le reazioni ansiose sono generalizzate a una serie di situazioni ‘neutre’.

disturbi d’ansia differiscono dalla normale paura o ansia evolutive perché sono eccessivi o persistenti (durano tipicamente 6 mesi o più) rispetto allo stadio di sviluppo.

Molti disturbi d’ansia si sviluppano in età infantile e tendono a persistere quando non curati. medica, oppure non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale. 

I sintomi dell’ansia

L’ansia si manifesta attraverso forme di tipo fisiologico:

-aumento del battito cardiaco; aumento della concentrazione per affrontare la minaccia; attacco – fuga.

Nel dettaglio, la sintomatologia ansiosa, che si manifesta con maggiore gravità nel Disturbo di Panico, comprende: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, aumento della sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento, brividi o vampate di calore, parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o “impazzire” e paura di morire.

ATTACCO DI PANICO

Chi è colpito da un attacco di panico (d’ora in avanti ADP) di solito prova a gestirlo mettendo in atto una serie di azioni e comportamenti volti a proteggersi, come ad esempio respirare rapidamente, ma che spesso finiscono con il peggiorare la situazione dato che amplificano le sensazioni proprie del panico (respirare rapidamente può portare ad una iperventilazione che a sua volta porta a sensazioni di vertigine, di disorientamento e di confusione). 
Oltre a questo, il timore che l’ADP possa ripresentarsi spinge la persona che ne soffre ad evitare quelle situazioni in cui non sarebbe possibile ottenere un aiuto o dalle quali sarebbe difficile allontanarsi (luoghi affollati, mezzi pubblici, code, etc.). Questa è l’agorafobia. 
Basta un solo ADP per rendere sensibile la persona ad ogni minimo segnale dell’ansia e spingendola a sviluppare la “paura della paura“. Questa particolare situazione (la paura della paura) porta il soggetto coinvolto ad interpretare i segnali fisiologici di attivazione neurovegetativa (che sono in conclusione le modificazioni biologiche e fisiologiche cui va incontro ogni organismo animale quando sperimenta paura) come gravemente minacciosi per la propria integrità fisica e mentale. 
Queste sensazioni di paura portano poi, a loro volta, come in un circolo vizioso, a sperimentare nuova ansia fino ad un nuovo ADP ed è proprio la paura della paura (oltre ai comportamenti di controllo messi in atto dal soggetto) a far sì che si ripresentino nuovi ADP e a far sì che il disturbo di panico venga mantenuto.

sintomi tipici dell’attacco di panico sono:
Palpitazioni, sudorazione, tremori, dispnea, sensazione di asfissia, dolore al petto, nausea, sensazione di instabilità e di sbandamento, paura di perdere il controllo, paura di impazzire, paura di morire, parestesie, brividi o vampate di calore.

Per poter diagnosticare un attacco di panico è necessaria la presenza di almeno quattro di questi sintomi.